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Anche il Ministero dell’Economia adotta il Cloud per abbattere i costi di gestione

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 Migrate nella “nuvola” le applicazioni di gestione della Fatturazione Elettronica, della Conservazione Sostitutiva e del ciclo passivo

In periodo di spending review, un esempio da seguire che riguarda l’universo IT viene dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che, per migliorare l’efficienza dei propri sistemi informativi, ha avviato una totale razionalizzazione delle infrastrutture. I cinque centri di elaborazione dati sparsi nelle varie sedi confluiranno in un’unica unità, con una conseguente attività di migrazione di dati e applicazioni.

L’operazione, garantirà un risparmio dei costi per l’utilizzo delle macchine del 40%, nonché un consistente risparmio sugli affitti degli spazi, la cui richiesta è passata da circa 1800 mq complessivi a 500 mq. La razionalizzazione avrà un risvolto positivo anche in termini di sostenibilità ambientale: la nuova infrastruttura, tecnologicamente all’avanguardia, permetterà infatti consistenti risparmi energetici. Anche la parte applicativa è stata oggetto di un progetto di innovazione: il Ministero ha migrato infatti su infrastrutture virtualizzate di tipo Cloud le applicazioni di gestione della Fatturazione Elettronica, della Conservazione Sostitutiva e del ciclo passivo.

 

Le specifiche del progetto

Il progetto è ancora in corso e si prevede un passaggio completo dei dati entro marzo 2015 (data nella quale scatterà l’obbligatorietà della fatturazione elettronica e, conseguentemente, della conservazione sostitutiva delle fatture verso tutta la Pubblica Amministrazione n.d.r.). La fase operativa ha coinvolto diversi soggetti all’interno del Ministero: la strategia è stata elaborata dall’amministrazione, mentre la realizzazione tecnica è stata affidata a Sogei, in collaborazione con il reparto IT dell’amministrazione stessa.

Una delle maggiori criticità che sta riscontrando il progetto però, è la delicatezza del processo di change management. I centri di elaborazione dati coinvolti nella razionalizzazione sono infatti gestiti con politiche diverse e, molte risorse, sono allocate a funzioni di manutenzione e controllo. Razionalizzare significa unificare le procedure e ripensare le mansioni delle risorse, da riallocare ad attività a maggior valore aggiunto. Tutto ciò ha richiesto l’attivazione di specifici percorsi formativi per il personale dell’amministrazione e la necessità di standardizzare le modalità d’azione e gestione del parco infrastrutturale, redatte in maniera condivisa, in un più ampio progetto di knowledge management. Tuttavia anche il personale coinvolto sta accogliendo positivamente la riallocazione su attività a maggior valore aggiunto.

 

I Benefici del Cloud

Il principale beneficio atteso dal progetto, come anticipato, è sicuramente la fortissima riduzione dei costi: in un anno e mezzo i risparmi ottenuti grazie a una più efficiente conduzione consentiranno di ripagare in toto l’investimento sostenuto per la razionalizzazione.

Il vero salto di qualità è venuto dalla riorganizzazione del data center che, sfruttando in maniera massiccia le tecnologie di virtualizzazione dei sistemi, ha permesso di ridurre le macchine fisiche di due terzi (ora 200), nonché di beneficiare di tutti i vantaggi del Cloud: scalabilità, ridondanza e miglior gestione dei picchi di domanda.

Gli sviluppi futuri del progetto prevedono l’introduzione di un sistema di disaster recovery, oggi assente, e l’erogazione di servizi infrastrutturali di fornitura in modalità Cloud verso altre amministrazioni, come la Presidenza del Consiglio o la Corte dei Conti.

 

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